SA.MI.FO

  • assistenza e cura per Migranti Forzati
  • SA.MI.FO.è il Centro per la salute dei migranti forzati. Tutti coloro che sono costretti a scappare dai loro paesi a causa di persecuzioni e che rientrano nella Convenzione di Ginevra. Per legge tutte queste persone hanno diritto all'assistenza sanitaria. Il SA.MI.FO garantisce questo diritto. Sono al servizio di questo centro la medicina di base, la psichiatria, la psicologia e la medicima legale. Il SA.MI.FO nasce da un progetto del ventro Astalli che fa parte del JRS creato dai gesuiti per i rifugiati nel mondo. E' stato creato un protocollo di intesa con la Ausl RMA.
  • sportello "Informasalute" di via Luzzatti 8; non un ambulatorio, ma un servizio di orientamento gestito da volontari di origine straniera (lun.-ven. 9.30-12.30, mar. e giov. 15-18, tel. 06.77307553)

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    • Il Dr.Piero Benedetti spiega cosa significa la sigla SA.MI.FO.   Tutti questi video che Videomnia ha realizzato con la Ausl Rma permettono di conoscere apetti oscuri della Sanità, aspetti spesso ignorati o volutamente tenuti nascosti. Tutti coloro che richiedono asilo ed i rifugiati politici arrivano a Roma in via Luzzatti già con la tessera sanitaria, attraverso un centro di accoglienza di primo livello. Il Sa.Mi.Fo., Salute per Migranti Forzati, è un nuovo spazio di assistenza e cura per richiedenti asilo e rifugiati aperto a Roma, al numero 36 di Via Palestro, nel gennaio del 2007. Il progetto mette in collaborazione il Centro Astalli con la ASL Roma/A ed è patrocinato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
      L’idea di un Polo Sanitario per migranti forzati (richiedenti asilo, rifugiati o ricorrenti) nasce dall’esperienza concreta dell’ambulatorio del Centro Astalli, dal confronto con le esigenze che i pazienti riportano ogni giorno e con le difficoltà che essi trovano nel rivolgersi al sistema di sanità pubblica. I migranti forzati, quale che sia il loro status legale, hanno il diritto/dovere di iscriversi al sistema sanitario nazionale e possono quindi rivolgersi alle strutture di sanità pubblica esattamente come i cittadini italiani. Purtroppo, l’esperienza dell’ambulatorio Astalli dimostra che questo diritto rimane una potenzialità teorica, che solo raramente viene messa in pratica.
      Ai più ovvi ostacoli linguistici e culturali, si aggiunge spesso una mancata consapevolezza dei propri diritti da parte degli utenti e una frequente confusione, da parte degli operatori della sanità pubblica, tra i diversi tipi di permessi di soggiorno e tra i diritti in ambito sanitario che sono ad essi connessi. In più la realtà di vita dei migranti forzati, spesso è segnata da una precarietà abitativa e da una generale fragilità sociale che possono facilmente compromettere l’accesso a indagini diagnostiche o a visite specialistiche.
      L’idea di fondo del progetto è quindi quella di creare uno spazio di raccordo tra una realtà specificamente dedicata ai migranti forzati, come il Centro Astalli, e il mondo della sanità pubblica. Proprio in quest’ottica di inclusione è presente, all’interno del Polo, uno sportello di orientamento socio-sanitario. Un’altra finalità è quella di migliorare, in quantità e qualità, l’offerta sanitaria dell’ambulatorio Astalli. Nel 2008, con l’apertura del Poliambulatorio di via Luzzatti il Sa.Mi.Fo ha trovato una sede più adeguata. I servizi di medicina di base e di assistenza psicologica e psichiatrica, che continueranno a svolgersi il pomeriggio in via degli Astalli, vengono effettuati la mattina in questa nuova sede con medici non più volontari, ma retribuiti dall’ASL. Anche la medicina legale ha il suo spazio nei locali di via Luzzatti 8, grazie alla collaborazione con l’associazione “Medici contro la tortura”.

      Coordinatore: Pietro Benedetti
      Operatori: Martino Volpatti, Simon Tekeste Zeggai
      Psicologa: Klaudia Jeger
      Mediatori culturali volontari: 2
      Medici volontari: 2
      Volontari in servizio civile: 1
      Volontari: 4
      Tirocinanti: 7

     

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