Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche è il titolo che abbiamo voluto dare a questo articolo che pubblicheremo a puntate essendo molto interessante e degno di rilievo per i nostri lettori. “Il piacere richiede un serio atteggiamento nei confronti della vita, un coinvolgimento con la propria esperienza e il proprio lavoro” (A.Lowen)

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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Di cosa si tratta

L’esperienza professionale di cui vi parlerò rientra tra i servizi offerti alle aziende e ai loro dipendenti che prevedono attività di consulenza, formazione e sviluppo in cui, soprattutto per quanto riguarda questo intervento, l’approccio culturale e psico-fisico rappresentano la metodologia con la quale si affronta l’innovazione e il cambiamento aziendale. Questo lavoro mi è stato affidato dallo studio Santarsiero per il quale lavoro da 12 anni, una società che opera nel campo delle risorse umane dal 1992 con la quale, insieme ai responsabili delle risorse umane del cliente in questione, ovvero Telecom Italia, è stato ideato il format, realizzato da maggio 2013 e finito a febbraio 2015 con l’ultimo follow-up.

A chi è rivolto

Circa 600 persone, con una maggioranza di uomini tra i 40 e 60 anni, sparse in tutta Italia, divise in gruppi di 15-20 per ogni edizione. Il target di riferimento era composto da Livelli 7 e 7q, non in posizione, di direzione generale e del territorio nell’ambito del nucleo operativo di Telecom, Open Access, struttura chiamata a garantire lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, nonché il presidio dei processi di attivazione e relativi servizi.

 

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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Sintesi obiettivi

• Affrontare e promuovere il cambiamento come sfida personale per ritrovare il senso di realizzazione nelle motivazioni e passioni che spingono al “far bene le cose” identificato in uno stile personale ma condivisibile
• Confrontare e condividere le esperienze per evidenziare the best practices, la migliore pratica per la creazione di un circolo virtuoso nella creazione di valore e come fonte ispiratrice di emulazione. Far crescere così la consapevolezza della soddisfazione che si può ricavare nel fare bene le cose
• Favorire una comunicazione chiara, trasparente e coinvolgente che permetta di trasmettere e far percepire il valore del proprio lavoro all’intero team.

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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Storia del progetto

Affrontare e promuovere il cambiamento era uno degli obiettivi del corso, e a contribuire a ciò è stata l’impostazione stessa del progetto. Inizialmente, pur essendo originale nella sua ideazione e nel target che voleva raggiungere, esso aveva una matrice di formazione d’azienda classica, non del tutto congeniale con quel tipo di popolazione cosi tecnica e pregna di uno stile di problem solving molto pratico e immediato. Ma il bisogno di cambiamento appariva forte e questo ha reso da subito la struttura stessa capace di accogliere l’intento proposto e che i responsabili delle risorse umane e il mio Studio avevano ideato e hanno fino alla fine sostenuto. Infatti, dopo una giornata pilota fatta a Roma che non aveva convinto i partecipanti, si sono riviste priorità e modalità di intervento, mettendo il Teatro, che prima aveva uno spazio ridotto, e l’esperienza fisica nella comunicazione e nell’arte, al centro del dialogo formativo tra noi facilitatori e le persone scelte da People Valium, organo di direzione generale attento ai dipendenti e al loro benessere nel lavoro. In un anno e mezzo, passando per le principali città italiane, ci sono state molte modifiche al work-shop, per favorire la crescita di consapevolezza di sé in chi era coinvolto, che partisse sempre più dal basso, ovvero dal sentire nel qui e ora e non fosse spinta a forza dall’alto con nozioni, istruzioni o ricette di natura troppo cognitiva. Offrire quindi l’opportunità di osservare e conoscere se stessi, in un impegno residenziale che li voleva immersi in situazioni nuove per loro, che costringevano a riorganizzare schemi appresi mediante “stimolo-risposta” e strategie di adattamento. Dopo ogni esperienza era previsto un confronto prima tra i partecipanti e poi con noi che conducevamo il gruppo, e questo ha alimentato in tutti, dopo un primo impatto piuttosto destabilizzante, il piacere di esserci. Questo continuo briefing ci ha aiutato a monitorare il percorso proposto fino ad arrivare ad una vera e propria costruzione dell’esperienza disegnata sulla domanda del cliente e a valenza sempre più maieutica, in cui, senza perdere il legame con obiettivi e finalità, tutto sembrava nascere in quel momento. “…il lavoro può essere un piacere quando le richieste che implica impegnano in maniera equa e libera le energie di un individuoA. Lowen

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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Dove si inserisce l’intervento

Bisognava favorire l’esempio di un cambio di mentalità che aprisse le strade ad una nuova cultura aziendale, passare dalla delega sotterranea nei rapporti gerarchici, e da una motivazione legata al rinforzo positivo, al “funzionamento adulto” in cui si è responsabili del proprio agire. Dalla lamentela e lo screditare il capo e i colleghi con calunnie e pettegolezzi, ad affrontare il conflitto tra i propri bisogni, il contesto di lavoro e gli obiettivi da raggiungere. Passare da devo a voglio, dal chiedere al proprio lavoro conferme narcisistiche inseguendo ruoli di prestigio e potere, ad amare il lavoro per quello che è ritrovando il piacere anche nella routine, in quello che ormai si conosce fin troppo bene e si dà per scontato. Ma per questo bisognava assumersi la responsabilità del rischio di trovare in sé stessi le risorse superando la paura di sbagliare, trovare la fiducia e il coraggio con altri mezzi, scoprire che tutte le cose sono vive e che amandole migliorano.

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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Innescare un circolo virtuoso come questo non è facile, in un gruppo di persone cosi ampio in cui molti non sentivano la necessità di quell’intervento, altri non erano interessati, altri ancora si aspettavano un pò di svago, e molti di loro invece non ne avevano realmente bisogno perché già altamente professionali e motivati. Che vuol dire ritrovare la motivazione? Noi lavoravamo per mettere l’attenzione su una ragione interna che ci fa muovere all’azione. Bisognava analizzare le spinte e i freni storicizzati nel nostro modo di realizzare progetti, e magari rimettere in discussione quelli che hanno funzionato e quelli che invece non ci hanno favorito, sperimentandoli con altri problemi e in altri contesti. Di solito ci affezioniamo in modo automatico a successi e insuccessi e a come li abbiamo ottenuti, rafforzando delle credenze su quello che funziona e che non funziona spesso costruendo così dei pregiudizi. In questo modo, le informazioni che somigliano all’esperienza passata passano per uno schema psicofisico, nato spesso dalla paura dell’errore, che ha la funzione di rassicurare semplificando la realtà vissuta come minacciosa per raggiungere un equilibrio. Nel pregiudizio, l’ascolto e la capacità di osservare si riducono in quanto l’intolleranza da cui nasce è un riflesso fisico di fastidio, paura e rabbia che non consente di sperimentare quella sospensione esplorativa dello stimolo necessaria all’intervento dell’Io, e applica a tutte le sensazioni simili lo stesso schema “salvifico”. Per ovviare a questo sistema di lettura del mondo, abbiamo cercato di sviluppare un terreno dove attecchisse il pensiero laterale:

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

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“…una modalità di risoluzione di problemi che prevede un approccio indiretto, ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che si concentra su una soluzione diretta del problema ricorrendo alla logica sequenziale che parte da considerazioni che sembrano le più ovvie. Il pensiero laterale si discosta e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione, prescindendo da quello che inizialmente appare l’unico percorso possibile e cercando elementi, idee, intuizioni, spunti fuori dal dominio di conoscenza e dalla rigida catena logica” E. De Bono Ma insieme a questo bisognava sviluppare empatia per il prossimo. Ed è la vicinanza a fare il prossimo, quindi i nostri colleghi di lavoro dopo i familiari spesso sono i più prossimi sia nello spazio che nel tempo che passiamo insieme. La costellazione intorno a noi non è altro che lo specchio delle possibilità potenziali sane o patologiche che abbiamo dentro. Il pensiero laterale e l’empatia per provare a uscire dalla rigida separazione innescata da competizione e arrivismo, e cercare di vedere l’altro come se fosse una nostra estensione in altri contesti. Per “…diventare il cambiamento che vogliamo nel mondo”, dobbiamo prima sentirci parte del mondo, visto che lo spettacolo che abbiamo davanti potrà avere nuovi attori e battute solo se noi riscriviamo le scene anche dentro di noi. “Per i più creativi la risoluzione dei contrari rivela un mondo in cui l’identità personale si fonde con tutti i processi di relazione, formando una vasta ecologia o estetica di interazione cosmica, è come se ogni particolare dell’universo offrisse una visione del tutto” G.Bateson

Gianluca Bondi Formazione Aziendale Corpo Psiche

L’articolo continua nelle prossime settimane. Per chi volesse mettersi in contatto con Gianluca Bondi ricordiamo anche il sito del suo Laboratorio Piccolo Re di Roma.

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