Attività libero professionale nel pubblico
L’attività libero professionale all’interno delle Strutture Sanitarie Pubbliche.
In sigla ALPI.
L’attività libero professionale, detta anche attività intramoenia,
rappresenta una modalità di erogare le prestazioni al cittadino all’interno delle strutture pubbliche, da parte di tutti gli specialisti, come se fosse svolta in uno studio privato.
CHI LA SVOLGE.
Tutti gli specialisti, dipendenti dalla ASL o dall’Azienda ospedaliera (dai medici agli psicologi), che hanno scelto l’esclusività del rapporto di lavoro, che hanno cioè rinunciato a svolgere l’attività libero professionali al di fuori della ASL e la svolgono sono all’interno del servizio pubblico.
TIPOLOGIA DELLE PRESTAZIONI EROGATE.
Attività in regime di ricovero ospedaliero ordinario;
in day surgery,
in day hospital,
in regime abulatoriale: tutti le tipologie di visite e trattamenti eseguibili a livello ambulatoriale;
prestazioni diagnostiche ed esami strumentali (radiografie, ecografie, TAC, ecc.);
c onsulenze e consulti (es. medico legali, per il tribunale, adozioni, perizie, ecc.)
QUAL E’ IL VANTAGGIO PER LO SPECIALISTA.
Lo specialista per la scelta di esclusività viene remunerato con quota fissa stipendiale in più.
VANTAGGI PER IL CITTADINO.
Il cittadino può ricevere le stesse prestazioni che avrebbe in uno studio privato dallo specialista scelto a tariffa controllata. Infatti le tariffe applicati dagli specialisti sono concordate con l’Azienda, sulla base dei tariffari nazionali dell’ordine di appartenenza.
Il paziente può scegliere lo specialisti di suo gradimento.
I tempi di erogazione delle prestazioni sono quelli di uno studio privato.
LE TARIFFE APPLICATE PER LE PRESTAZIONI.
Le tariffe applicate sono concordate con l’Azienda e definite all’interno del regolamento della libera professione nella ASL, sulla base dei tariffari nazionali dell’ordine di appartenenza
QUANTO GUARDAGNO LO SPECIALISTA SULLA TARIFFA PAGATA DAL PAZIENTE?
I regolamenti sull’intramonia elaborati da ogni ASL ed Ospedale definisco la suddivisione della tariffa.
In genere la ripartizione è la seguente:
in genere il 5% va su un fondo Aziendale;
un quota va attribuita al personale che contribuisce alla prestazione(es. infermiere)
un quota va all’Azienda per l’uso di materiale, spazi, utenze, attrezzature, a seconda del tipo di prestazione. Per una visita senza uso di strumentazioni e materiali la ASL trattiene il circa il 13%.
Tolte le ritenuti sopra indicate la restante somma va allo specialista, a tale somma va sottratto le ritenute previste dlla legge (tasse, ecc.),
pertanto sulla tariffa versata al netto, restano allo specialista circa il 40%. Quindi s una tariffa di 100,00 restano allo specialiste nette circa 40€.